Gubbio (62 km)

Il territorio del comune è prevalentemente montuoso e gli ambienti naturali mantengono ancora oggi una caratteristica selvaggia e poco influenzate dalle opere dell’uomo.

Più avvenimenti legano la storia della vita di San Francesco alla città di Gubbio. E’ il luogo in cui dimorò successivamente all’allontanamento dalla sua famiglia, dove avvenne la sua conversione dopo aver vissuto tra poveri e lebbrosi, e dove si svolse il celebre episodio in cui il santo ammansì il lupo che terrorizzava gli abitanti del luogo.

Gubbio è tradizionalmente definita la “città dei matti”, riferendosi alla nota imprevedibilità e ironia degli eugubini. Una particolare usanza è il conferire la “patente da matto” a chi compie tre interi giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti” per poi ricevere schizzi d’acqua della stessa fontana allo scopo di investitura.

Imponenti sono gli edifici comunali come il Palazzo dei Consoli del XVI secolo, sede del museo civico e in cui sono conservate le Tavole Eugubine, il Palazzo Pretorio, sede del Comune della città, il Palazzo Ducale e il Palazzo del Capitano del Popolo.
Tra gli edifici religiosi di maggior interesse la Chiesa di San Francesco, la chiesa San Giovanni Battista, la Chiesa di Santa Maria della Vittoria, detta anche della Vittorina, sorta con riferimento al luogo in cui gli Eugubini sconfissero i Saraceni, la Chiesa di San Francesco della Pace detta anche dei Muratori, costruita nel XVII secolo dall’Università dei Muratori. Di particolare rilievo è la Basilica di Sant’Ubaldo posta sulla cima del monte e che custodisce il corpo del santo patrono da cui prende nome.
Oltre le mura romane, si trova il teatro romano, risalente al I secolo a.C. che poteva contenere oltre 5.000 spettatori, con diversi mosaici e numerosi particolari architettonici di rilievo.

Tra le ricorrenza si celebrano il 15 maggio di ogni anno la “Festa dei Ceri”, in onore del patrono della città, in cui tre pesanti macchine di legno custoditi nella chiesa e dedicati a Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio, sono portate attraverso la città a spalla in una corsa senza vincitori in cui l’ordine di sfilata è sempre lo stesso.
Mentre nel periodo natalizio, il versante del monte che sovrasta la città si illumina di lampioni colorati a disegnare un enorme albero di Natale.